Novità terapeutiche dall’agonista del recettore del GLP1 (Glucagon like peptide-1) di Eli Lilly

Diabete 2

dulaglutide superiore nella riduzione di eventi cardiovascolari

Un recentissimo studio, condotto su 9 mila pazienti provenienti da 24 paesi, affetti da diabete di tipo 2, dimostra che Dulaglutide è in grado di ridurre in maniera significativa eventi cardiovascolari, quali morte cardiovascolare, infarto miocardico e ictus non fatali, in un’ampia popolazione di pazienti di cui la maggior parte non presentava malattia cardiovascolare accertata

Roma, 7 novembre 2018 - Milioni di persone con diabete di tipo 2 sono ad alto rischio di malattie cardiovascolari. Oggi un recentissimo studio (REWIND: Researching cardiovascular Events with a Weekly INcretin in Diabetes), condotto su quasi 10 mila pazienti provenienti da 24 paesi, affetti da diabete di tipo 2, fa il punto su questi rischi e dimostra che dulaglutide, principio attivo di ultima generazione di Eli Lilly, agonista del recettore del GLP1 (Glucagon like peptide-1), ampiamente utilizzato anche in Italia nel trattamento del diabete, è in grado rispetto al placebo di ridurre in maniera significativa eventi cardiovascolari, quali morte cardiovascolare, infarto miocardico e ictus non fatali, in un’ampia popolazione di pazienti di cui la maggior parte non presentava malattia cardiovascolare accertata. Lo studio, condotto con dulaglutide 1,5 mg a somministrazione settimanale è differente rispetto ad altri studi simili, che si basano su un numero limitato di persone. È importante anche sottolineare che REWIND ha avuto un follow-up mediano di più di 5 anni, il più lungo tra gli studi di sicurezza cardiovascolare degli agonisti del recettore del GLP-1. Inoltre, in confronto al REWIND, gli altri studi di sicurezza cardiovascolare hanno coinvolto persone con un valore di emoglobina glicata più alto all’inizio dello studio e una percentuale maggiore di pazienti che avevano una malattia cardiovascolare accertata.I i 9.901 partecipanti a REWIND presentavano un controllo del diabete migliore rispetto agli altri studi e di questi solo il 31% presentava già una malattia cardiovascolare. L'ampia tipologia di persone con diabete di tipo 2 studiata in REWIND, inclusi i pazienti con e senza precedente malattia cardiovascolare, sottolinea quindi l’importanza di questo risultato rispetto ai precedenti studi sui GLP-1. Questi dati confermano ulteriormente dulaglutide come un'opzione terapeutica consolidata per le persone con diabete tipo 2.

“Lo studio Rewind – spiega Francesco Giorgino, professore ordinario di endocrinologia e malattie metaboliche all'Università Aldo Moro di Bari – multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo,che ha reclutato  9901 pazienti, affetti da diabete di tipo 2 provenienti da 24 paesi differenti, aveva un ambizioso obiettivo: valutare da un lato l’efficacia protettiva di Dulaglutide in mono-somministrazione settimanale, rispetto al placebo, entrambi in associazione alla terapia standard,nei confronti di un primo evento cardiovascolare, in soggetti diabetici con lievi alterazioni per malattie cardiovascolari o fattori di rischio, e dall’altro l’azione preventiva di eventi futuri in pazienti diabetici con pregresse malattie cardiovascolari”.

Lo studio ha carattere ‘distintivo’ nel suo genere non solo per il periodo medio follow-up di oltre 5 anni (il più lungo in studi di sicurezza cardiovascolare per la classe agonista del recettore del GLP1), ma soprattutto per la popolazione selezionata. Rewind ha infatti reclutato per la gran parte pazienti senza problemi cardiovascolari al momento dell’inclusione nello studio e una percentuale minore di pazienti interessati da malattie cardiovascolari, con l’intento di ‘misurare’ diversi parametri di rischio come lo sviluppo di infarto e ictus non fatali e la morte per cause vascolari - secondo quello che la medicina definisce ‘end-point composti’ – in pazienti in trattamento con Dulaglutide e in terapia convenzionale.  
“I risultati preliminari – aggiunge Giorgino – attestano una riduzione degli eventi cardiovascolari presi in esame, cui il paziente diabetico è maggiormente esposto rispetto a soggetti sani, sia nel 31% di popolazione che presentava un pregresso evento cardiovascolare sia nella restante con situazione subclinica o fattori di rischio”.

Sebbene occorra attendere i dettagli completi dello studio – conclude il prof. Giorgino – è possibile stimare che dulaglutide possa rappresentare una nuova opzione terapeutica nel trattamento e prevenzione del rischio cardiovascolare in pazienti con diabete di tipo 2, confortati da un elevato profilo di efficacia metabolica, sicurezza e tollerabilità dimostrato da numerosi studi clinici e da anni di utilizzo in pratica clinica”.

Lilly Diabete
Lilly è leader mondiale nel campo del trattamento del diabete dal 1923, quando divenne la prima casa farmaceutica al mondo a commercializzare l’insulina. L’azienda continua a operare nel solco di questa eredità per rispondere alle diverse esigenze delle persone diabetiche e di chi se ne prende cura. Attraverso la ricerca, la collaborazione e una produzione di qualità, si adopera per migliorare la vita dei pazienti diabetici. Lilly offre un’ampia gamma di terapie e il costante impegno a fornire soluzioni reali – dai medicinali e dalle tecnologie ai programmi di supporto e altro ancora. Per gli ultimi aggiornamenti, consultare il sito http://www.lillydiabetes.com/ o seguire l’account Twitter: @LillyDiabetes e Facebook: LillyDiabetesUS.

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