Quattro “click” al mese invece di cento pillole

una nuova penna per tenere sotto controllo il diabete

La novità presentata in anteprima europea al congresso internazionale EASD di Stoccolma

È la prima penna capace di garantire un controllo ottimale della glicemia con una sola somministrazione a settimana, semplicissima da usare e indolore, ed entro breve sarà disponibile in tutta Europa e anche in Italia: è infatti in fase di valutazione da parte dell'Agenzia Italiana del Farmaco, che ha già rilasciato le autorizzazioni per la produzione. L'ago non si vede e non si sente, ma basta fare click su un pulsante per avere la dose di farmaco necessaria ad un buon compenso glicemico che dura a lungo e con una buona tollerabilità: il rischio di ipoglicemie è ridotto, la terapia fa addirittura perdere peso anziché ingrassare. Utile quando dieta ed esercizio fisico insieme ad un antidiabetico orale hanno fallito

Stoccolma, 17 settembre 2015 – Basta un “click”, una volta alla settimana. Drastica riduzione della somministrazione quotidiana di pillole, addio alle trenta o perfino sessanta iniezioni al mese di insulina: la cura del diabete di tipo due passa da una nuova “penna”, discreta e facilissima da usare, messa a punto in Italia per una terapia finalmente efficace, sicura, ben tollerata e comoda da usare per chiunque. L'European Medicines Agency ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio circa un anno fa e la penna arriverà a breve in tutta Europa, Italia compresa: a oggi nel nostro Paese è in fase di valutazione da parte dell'Agenzia Italiana del Farmaco, che ha già rilasciato le autorizzazioni per avviarne la produzione, e rappresenta più di una speranza per il milione e mezzo di diabetici che abbandonano le cure o le seguono male perché sono troppo complicate o ne temono gli effetti collaterali. Una “rivoluzione” che libera le persone con diabete consentendo loro di dimenticare quasi di essere malati: per un buon compenso glicemico basterà semplicemente premere un pulsante senza neppure vedere un ago o dover imparare a usare una siringa.

La nuova penna, che sarà prodotta in Italia e ditribuita in Europa da Ottobre, contiene dulaglutide, un principio attivo della classe degli agonisti del recettore del GLP1 (Glucagon like peptide 1). “Dulaglutide si è dimostrato più efficace delle terapie con ipoglicemizzanti orali o addirittura dell'insulina, che devono essere assunti una o più volte al giorno, nel controllo della glicemia e si somministra solo una volta alla settimana – spiega  Francesco Giorgino, professore ordinario di endocrinologia e malattie metaboliche all'Università di Bari –. Accanto a un'efficacia notevole nel consentire un buon controllo glicemico, il farmaco è molto ben tollerato e sicuro: minimizza il rischio di pericolose ipoglicemie ed è addirittura un alleato – contrariamente ad altri – nella perdita di peso. Un altro aspetto molto importante e innovativo è la modalità di somministrazione: il farmaco è caricato in un “penna” discreta e comoda da portare con sé e semplice da usare, costruita in modo che l'ago non si veda per togliere la paura anche ai più timorosi. La dose di farmaco è fissa e quindi libera pure dalla necessità di calcolare la quantità di prodotto in base all'attività svolta o ai pasti consumati, come invece accade con l'insulina; per erogare la dose, basta togliere il tappo, poggiare lo strumento perpendicolare sull'addome e premere il pulsante. Si aspettano pochi secondi, poi il minuscolo ago indolore si ritrae automaticamente così da non vederlo neppure per un attimo: si tratta perciò di una somministrazione automatica, semplificando notevolmente la gestione del diabete. Inoltre, questi semplici gesti andranno ripetuti appena una volta alla settimana, quattro in un mese: un appuntamento facile da ricordare e un impegno semplice da mantenere anche per i meno motivati alla cura o per i più spaventati dai farmaci”.

I candidati ideali all'uso di questo prodotto sono le persone con diabete che non riescono a tenere sotto controllo la glicemia nonostante la dieta, il movimento e l'uso di ipoglicemizzanti orali: si stima che si tratti di circa un milione di italiani, tutti ad alto rischio di complicanze dovute al mancato o insufficiente compenso glicemico raggiunto.

“Oggi le incretine sono utilizzate dal 2-3% dei diabetici – riprende Giorgino –. Si tratta di una percentuale circa dieci volte più bassa della quota di pazienti che potrebbe trarne i maggiori vantaggi. Con l'arrivo di un prodotto di estrema semplicità d'uso, che può incrementare notevolmente l'aderenza al trattamento, è auspicabile che l'impiego possa aumentare: se valutassimo nel lungo periodo il rapporto costo beneficio di una terapia che, accanto a un'ottima efficacia, riduce gli effetti collaterali più seri come le ipoglicemie, e soprattutto è talmente ben accetta da venire finalmente assunta a dovere, ci accorgeremmo che trattare il diabete costa meno che gestirne complicanze, ricoveri, eventi avversi. La nuova penna con dulaglutide è da utilizzare già a partire dal fallimento del primo farmaco orale, evitando la somma di pastiglie difficile da gestire: gli studi clinici dimostrano che al ridursi della frequenza di somministrazione dei medicinali aumenta l'aderenza alle cure, per un controllo sempre più efficace del diabete. Una piena accettazione della terapia è infatti imprescindibile, trattandosi di una malattia che resta comunque cronica: oggi, dei circa 2 milioni di diabetici in terapia con ipoglicemizzanti orali, il 70 per cento la abbandona, mettendo in pericolo la propria salute. Degli 800 mila pazienti in cura con insulina oltre la metà ‘dimentica’ la dose giornaliera una o più volte a settimana e uno su quattro abbandona del tutto la terapia, esponendosi ad un altissimo rischio di complicanze. Così ogni venti minuti un diabetico muore per le conseguenze di un trattamento malgestito: l'aspettativa di vita per questi pazienti è tuttora di 5-10 anni inferiore alla norma, ma potrebbe allinearsi a quella della popolazione generale con terapie adeguate e semplici da seguire, che come la nuova penna abbattano le barriere pratiche e psicologiche tuttora presenti”.

 

 

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