Rimarcata da Bruxelles l’importanza della nutrizione nei percorsi di terapia oncologica

- Presentati all’ECPC Annual General Assembly di Bruxelles i risultati preliminari di uno studio dell’European Cancer Patient Coalition, realizzato anche grazie al contributo non condizionato di Lilly.
- Sette malati su dieci si dicono preoccupati su cosa, come e quando mangiare dopo un tumore allo stomaco: la corretta nutrizione rappresenta un fattore fondamentale per migliorare la qualità della vita e la stessa efficacia dei trattamenti oncologici.
- L’impegno dei medici nella sfida a questa forma tumorale: più informazioni ai pazienti, maggior attenzione alla diagnosi precoce.

Bruxelles, 20 giugno 2015 – “Nel 2008 ho subito l’asportazione totale dello stomaco” racconta Claudia Santangelo, Presidente dell’Associazione ‘Vivere senza stomaco’. “Mi è stato detto di mangiare di tutto, poco e spesso. Io ho ecceduto nell’uso degli zuccheri raffinati. Dopo 7 anni sono iniziati  problemi relativi a importanti sbalzi glicemici; l’alimentazione sbagliata ha preso a ‘martellate’ il mio pancreas  facendolo diventare  ipersensibile”.

A nche nell’epoca dell’oncologia “personalizzata” e delle cure mirate, può accadere ancora che il paziente non riceva dal medico le informazioni necessarie per affrontare al meglio la vita di ogni giorno. La prova? Per il 70,8 per cento dei pazienti saper cosa e quando mangiare rappresenta un elemento di preoccupazione dopo un trattamento per tumore dello stomaco. In Italia si stima che vengano diagnosticati ogni anno 8100 tumori di questo organo negli uomini e 5500 nelle donne, con incidenza in diminuzione (fonte Airc.it).

A fare il punto sui bisogni, in termini di indicazioni sull’alimentazione, è il primo studio dell’European Cancer Patient Coalition, realizzato anche grazie al sostegno non condizionato di Lilly, presentato oggi all’assemblea annuale generale dell’organizzazione in corso a Bruxelles. La ricerca ha mobilitato le oltre 350 associazioni di più di 30 paesi dell'EU attraverso un questionario tradotto in 11 lingue e ha coinvolto 650 pazienti per comprendere lo stato dell'informazione dei malati e dell’attenzione dei medici a nutrizione e dieta.

E’ emerso innanzitutto il grande bisogno insoddisfatto di una corretta informazione su dieta e nutrizione; l'80 per cento dei malati denuncia problemi nutrizionali anche durante i trattamenti terapeutici con variazioni nei vari paesi e il 52 per cento non viene adeguatamente informato dai medici oncologi. Addirittura quasi il 90 per cento dei malati considera l’appetito importante per lo stato emotivo e la qualità di vita e rileva come l’oncologo debba offrire supporti per favorire il mantenimento di un equilibro nutrizionale del malato.

Una corretta nutrizione durante e dopo la fase di trattamento acuta – commenta Francesco De Lorenzo, Presidente  di ECPC e di FAVO - è cruciale per i malati di cancro. Condiziona infatti, la risposta ai trattamenti, alla prevenzione terziaria e migliora la prognosi. I bisogni dei malati acuti, cronici e delle persone guarite - per quanto riguarda la nutrizione - sono troppo spesso trascurati e/o negati”

“A seguito di questi ed altri numerosi dati emersi dal sondaggio – continua De Lorenzo - ECPC intende intervenire con la mobilitazione delle associazioni aderenti per rispondere al bisogno di sapere dei malati e dei loro caregivers attraverso iniziative mirate di sensibilizzazione delle Società  scientifiche e la produzione di strumenti informativi mirati anche a evitare rischi connessi alla perdita di peso e alla cachessia nonché a prevenire l'aumento di peso nella fase post trattamento acuto e l'uso incontrollato di integratori”.

“Iniziative come questa sono di grande rilevanza per portare all’attenzione dei pazienti, dei medici e delle istituzioni l’importanza degli aspetti nutrizionali nei percorsi di terapia oncologica – sottolinea Maurizio Muscaritoli, uno degli esperti che ha supportato ECPC nella preparazione del questionario – I risultati preliminari che ho presentato ci indicano chiaramente come c’è ancora molto da fare per migliorare la consapevolezza su queste tematiche e che i forti bisogni clinici e psicologici dei pazienti sono ancora largamente disattesi”.

Se l’alimentazione rappresenta un fattore critico per tutte le persone che si trovano ad affrontare un tumore, il problema è ancor più sentito in caso di tumore gastrico, visto che il primo intervento è la gastrectomia, ovvero l’asportazione dello stomaco.  

Qual è la dieta del gastrectomizzato? E’ importante solo nei primi mesi dello “svezzamento” o anche successivamente? Come si metabolizza l’alcol? Che attenzione per chi si mette alla guida? Le carenze da vitamina D, ferro, B12 possono essere compensate, almeno in parte, con l’assunzione di particolari alimenti? Sono tante le domande che noi pazienti ci facciamo e a cui è difficile trovare risposta – sottolinea la Santangelo- ribadendo l’importanza di un costante rapporto medico paziente su questo tema. Pensate solo che l’OMS per la prevenzione del cancro e delle recidive raccomanda di assumere molta frutta, verdura, legumi riducendo notevolmente la carne soprattutto quella rossa, mentre per un gastroresecato i nutrizionisti raccomandano il contrario”.

“Alcuni passi per procedere in questa direzione possono essere fatti” chiosa la Santangelo. “I GIC (Gruppi Interdisciplinari di Cura) previsti dalle Reti oncologiche nazionali potrebbero prevedere anche la presenza di nutrizionisti esperti. E per le diagnosi precoci si può prendere esempio dalla  Romagna che ha investito in tre anni di formazione sui medici di famiglia sul cancro gastrico, e ha portato a diagnosi precoci sovrapponibili a quelle del Giappone”.

Il carcinoma gastrico

Il carcinoma gastrico (o dello stomaco) è la quinta forma di cancro più comune al mondo e la terza principale causa di morte per cancro. Secondo i più recenti dati AIOM, circa 14.500 nuovi casi di carcinoma gastrico sono attesi in Italia nel 2014, attualmente al quinto posto in ordine di incidenza tra gli uomini e al sesto tra le donne (5% di tutti i tumori nei maschi, 3% nelle femmine. Rispetto ad un’incidenza annuale al Nord di 23,5 casi/100.000 abitanti nei maschi e di 11,6 nelle femmine, il Centro presenta un aumento dello 0,5% negli uomini e del 13% nelle donne, mentre il Sud fa registrare una riduzioni del 32% in entrambi i sessi. Il carcinoma gastrico è una patologia per cui si formano cellule cancerose nello stomaco. Si sviluppa lentamente, di solito nel corso di molti anni, e spesso passa inosservato. Con l'avanzare del cancro allo stomaco, il tumore può entrare nella circolazione sanguigna e attraverso di essa diffondersi in organi come il fegato, i polmoni e le ossa.[i] Il tipo più comune di cancro dello stomaco è chiamato adenocarcinoma, che inizia da un tipo comune di cellule che si trovano nel rivestimento dello stomaco.[ii]

Lilly Oncology

Da più di cinquant'anni, Lilly si dedica a fornire farmaci che cambiano la vita e forniscono un supporto alle persone affette da cancro e a coloro che li assistono. Lilly è determinata a far leva su questa eredità e proseguire nel rendere la vita migliore per tutti coloro che sono colpiti da cancro nel mondo. Per maggiori informazioni sull'impegno di Lilly nell’oncologia, visitate www.LillyOncology.com.

Informazioni su Eli Lilly and Company
Lilly è un'azienda leader nel settore della salute a livello mondiale. Unisce le cure con la scoperta, nell'obiettivo di rendere migliore la vita dei pazienti di tutto il mondo. E’ stata fondata più di un secolo fa da un uomo impegnato nella creazione di medicinali di alta qualità destinati a soddisfare necessità reali e oggi resta fedele a tale missione. In tutto il mondo, i dipendenti di Lilly lavorano per scoprire e offrire medicinali in grado di cambiare la vita a coloro che ne hanno bisogno, migliorare la comprensione e la gestione delle malattie. Per ulteriori informazioni su Lilly, visitateci alla pagina

 

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[1] American Cancer Society. What is stomach cancer? Aggiornamento: 5 novembre 2014; http://www.cancer.org/cancer/stomachcancer/detailedguide/stomach-cancer-what-is-stomach-cancer. (Accesso: 1 dicembre 2014).
[2] National Center for Biotechnology Information, “Gastric Cancer,” Aggiornamento: 15 dicembre 2011; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmedhealth/PMH0001270/. Aggiornato 30 ottobre 2013. (Accesso: 1 dicembre 2014).

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