sono un t1po:

arriva a roma il progetto nazionale di sensibilizzazione verso il diabete infantile

di Associazioni Giovani Con Diabete (Agd Italia) Realizzato In Collaborazione con Eli Lilly

Un progetto dedicato alle scuole che, grazie all’utilizzo di due fumetti Disney vuol aiutare i bambini, gli insegnanti e le famiglie a comprendere meglio e a gestire il diabete nella quotidianità. L’obiettivo della campagna di AGDI è spiegare che i bambini con diabete sono uguali agli altri, che non devono sentirsi emarginati a causa della propria condizione e che basta adottare piccole precauzioni per vivere bene. Grazie a un linguaggio molto semplice, inoltre, l’azienda farmaceutica Lilly e la Disney offrono uno strumento per migliorare la comunicazione con genitori, insegnanti e medici e quindi la qualità di vita dei bambini con diabete.

Roma, 5 dicembre 2017 – Nel Lazio oggi vivono circa 2500-3000 bambini e adolescenti con diabete mellito tipo 1 e l’età della diagnosi si abbassa sempre più. Considerando l’ampia diffusione della malattia, quindi, occorre guidare i piccoli pazienti, i genitori e gli insegnanti all’interno di un percorso che li aiuti a conoscerla e a gestirla nella quotidianità. I bambini devono condividere la loro vita con il diabete anche con i loro amici e compagni.  Per questo motivo, il 5 dicembre farà tappa a Roma Sono Un T1po, la campagna nazionale di sensibilizzazione sul diabete, rivolta a bambini in età scolare ed insegnanti.  Il progetto è ideato da AGDI (Associazioni Giovani Italiani con Diabete) in collaborazione con Eli Lilly e con il patrocinio di Siedp (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) e di Diabete Italia. La campagna che è iniziata nel 2013 ha già coinvolto per il 2017 le scuole di primo grado di Napoli, fa tappa a Roma e successivamente si sposterà a Firenze. Questi appuntamenti si sommeranno ai 15 già realizzati negli anni precedenti.
Durante gli incontri, inoltre, saranno presentati ai bambini i fumetti Disney “Coco torna a scuola” e “Coco e la festa di Pippo”, che vedono come protagonista Coco, una scimmietta simpatica e vivace che ha il diabete di tipo 1. I due fumetti nascono dalla collaborazione tra la multinazionale farmaceutica Eli Lilly e la Disney (Disney Consumer Products & Interactive Media). Il fumetto può favorire la gestione e la comunicazione con i compagni di classe del bambino con diabete. È uno strumento di aggregazione che può aiutare il bambino a condividere la propria condizione con i compagni di gioco, favorendo la condivisione e abbattendo molti pregiudizi. Durante gli incontri verrà, poi, presentato il Documento strategico di intervento integrato per l’inserimento del bambino con Diabete in contesti Scolastici ed Educativi, redatto da AGD Italia in collaborazione con il Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione e SIEDP, un progetto di integrazione contro ogni tipo di discriminazione. Infine, in questa occasione sarà presentato anche il concorso SONO UN T1PO, i cui temi saranno proprio quelli contenuti anche nei fumetti: “Sport e Diabete”, “Creatività e Diabete”, “Golosità e Diabete”. 

Commenta il prof. Schiaffini, rappresentate regionale gruppo di studio diabete SIEDP: “Nel Lazio vengono seguiti circa 3000 bambini e ragazzi 0-18 anni affetti da Diabete tipo 1. La prevalenza aumenta in modo proporzionale con l’età e nella fascia pediatrico-adolescenziale, almeno fino ai 14 anni, non sembrano esserci differenze di genere. Successivamente appare aumentare leggermente la prevalenza nel sesso femminile.
L’incidenza è in costante aumento e nell’ultimo ventennio è praticamente raddoppiata. Attualmente, nella fascia d’età 0-14 anni, l’incidenza del diabete tipo 1 nel Lazio si attesta a 16-17 nuovi casi ogni 100000 abitanti/anno, con un incremento osservato soprattutto per i bambini più piccoli, prescolari e scolari. L’assistenza ai bambini con diabete nella regione Lazio si avvale di 4 centri di Diabetologia Pediatrica, che condividono tra loro percorsi diagnostici e terapeutici volti ad ottimizzare le cure e la qualità di vita.”

“Per quanto riguarda l’assistenza medica, invece – spiega il Prof. Costantino, pediatra Diabetologo del Policlinico Umberto I  -  i bambini con il diabete vanno curati dai diabetologi pediatri, non dai diabetologi per adulti, ma semplicemente perché questi ultimi non possono conoscere a fondo i problemi relativi all’età evolutiva. Nel nostro centro, ogni anno registriamo dai 50 ai 70 nuovi casi, ma al di là della parte specialistica, lo sforzo terapeutico deve concentrarsi soprattutto sull’educazione, altrimenti una malattia che tocca tutti i momenti della vita familiare e dei contesti di socializzazione (in particolare la scuola) non può essere gestita adeguatamente. Fondamentale, inoltre, è l’educazione nutrizionale che deve far riferimento alla dieta mediterranea, il cui apporto equilibrato di tutti i fattori nutritivi fa bene in generale, non solo ai pazienti con diabete. Purtroppo però, questo modo di mangiare sano e naturale oggi viene seguito sempre meno, perché si propende, troppo spesso, verso una alimentazione squilibrata, piena di proteine e grassi.”

“La scuola -afferma Raffaella Sommacal Presidente A.D.I.G.Lazio – può rivestire un ruolo molto importante nello sviluppo del processo di autonomia del bambino e ragazzo  con diabete sia in generale, sia nei confronti della sua patologia.
Essa deve garantire all’alunno con diabete di poter vivere in un ambiente scolastico sicuro, protetto   e sereno, offrendo, così come ai coetanei, la possibilità di partecipare a tutte le attività scolastiche. La normativa italiana sottolinea il valore formativo della scuola per la crescita della persona nel rispetto anche della sua sensibilità individuale. Ecco che, dunque, l’inserimento scolastico del bambino e ragazzo con diabete passa attraverso la formazione del personale docente e la convinzione che il bambino con diabete non abbia bisogno di misure di sostegno speciali, bensì solo di una sorveglianza consapevole. La gestione quotidiana del diabete – continua - oggi è certamente resa più semplice dalla tecnologia e le possibili situazioni di emergenza possono essere gestite da personale anche non sanitario ma, sottolineo nuovamente , adeguatamente formato tale da poter svolgere il suo compito, in condizioni di serenità e sicurezza. La parola chiave è “demedicalizzazione”: il bambino o ragazzo con diabete non va trattato come un malato, la sua patologia non richiede assolutamente la presenza costante di personale sanitario durante l’orario scolastico. L’Evento “Sono un T1po” rappresenta per noi tutti un’iniziativa preziosissima, una giornata di responsabile sensibilizzazione rivolta al mondo della scuola e un’occasione per ringraziare tutte le persone che, impegnate nella scuola in qualità di dirigenti, professori, maestri, personale ATA, hanno vinto le loro paure, si sono impegnati a conoscere la patologia e la affrontano ogni giorno in sicurezza, al fianco dei piccoli alunni con diabete.”

Giovanni Lamenza: “ Personale scolastico informato sul diabete tipo1 e formato sulla sua gestione, oltre ad essere più disponibile e sereno nel collaborare insieme ai genitori nel garantire un contesto scolastico sicuro e paritario per il sano sviluppo del bambino, sarà capace di riconoscere in maniera precoce i sintomi per eventuali future insorgenze.”

Siti online, Facebook e Numero Verde
Per informazioni scrivi a lillyitalia@lilly.com oppure chiama il Numero Verde 800117678, per seguire le attività e gli eventi legati alla Campagna visita www.sonountipo.it e segui www.facebook.com/sonount1po.

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