Dal vaccino polio agli antibiotici, dall’insulina al Prozac

Viaggio alla scoperta dei 140 anni di Eli Lilly

Integrità, eccellenza, rispetto: i valori su cui si fonda l'impegno di Eli Lilly per migliorare la salute della popolazione che si traducono in contributo alla crescita del capitale territoriale. Questo è il bilancio dello studio di The European House Ambrosetti

 Dalla prima insulina al mondo, ai vaccini contro il tifo e la poliomielite; dall'innovazione industriale che ha permesso di produrre la penicillina, al primo farmaco mai realizzato con la tecnologia del DNA ricombinante: sono solo alcuni dei traguardi di un'azienda che ha 'inventato' molti farmaci rivoluzionari che hanno cambiato la vita a milioni di persone. Con una forte cultura etica, attenta ai bisogni dei lavoratori, ai diritti civili, all’ambiente, ancora attualissima

Sesto Fiorentino, 18 maggio 2016 – Oltre 1000 farmaci, molti dei quali hanno fatto la storia, come l’insulina e il Prozac solo per citarne due tra i più famosi. Più di mille dipendenti in tutta Italia, 750 milioni di fatturato in continuo aumento negli ultimi cinque anni e 465 milioni di euro investiti in 10 anni nello stabilimento di Sesto Fiorentino, uno degli impianti più innovativi per la sintesi di farmaci biotecnologici in Italia. Ma oltre le medicine c’è molto di più come la sensibilità ai temi della sostenibilità: negli ultimi anni sono stati triplicati i volumi di attività, mantenendo costante l’indice di efficienza energetica, massimizzando la produzione di energia pulita, e migliorando l’efficienza della gestione dei rifiuti. Fondamentale anche il rispetto dei diritti dei propri lavoratori: infatti da cinque anni si colloca tra le top ten delle migliori aziende per cui lavorare in Italia, secondo la classifica del “Great Place To Work Institute” e promuove nei fatti l'occupazione femminile, con il 28% dei dirigenti donna e quella giovanile con i due terzi dei dipendenti al di sotto dei 45 anni. Sono alcuni dei numeri dell’affiliata italiana, che spegne oggi le prime 140 candeline dalla fondazione della Eli Lilly &Company e in questa grande festa ricorda il proprio fondatore, il Colonnello Eli Lilly, che nel 1876, con grande visione volle puntare su farmaci di qualità per aiutare le persone a vivere più a lungo e in salute. Il suo motto era “Prendi ciò che trovi e miglioralo sempre di più. Un business di valore non può che basarsi sull'eccellenza in tutto”, ed è ciò che muove l'azienda ancora oggi, 140 anni dopo: integrità, eccellenza e rispetto per le persone sono tuttora i valori fondanti della Eli Lilly, da quasi 60 anni presente anche nel nostro Paese.

In occasione del 140° compleanno di Eli Lilly, The European House – Ambrosetti ha realizzato uno studio volto a rilevare come e in che misura i valori e l’attività di Lilly Italia si traducano in un contributo importante allo sviluppo del capitale territoriale,sia a livello locale che nazionale, e al miglioramento della salute e del benessere dei cittadini.

Una spinta all'occupazione e alla creazione di valore per il territorio

Lo studio di The European House – Ambrosetti mostra l’impegno costante di Lilly verso il miglioramento continuo, l’innovazione e l’occupazione. “Il nostro modello di analisi evidenzia il contributo di Lilly Italia alla crescita del capitale territoriale, non solo in termini di capitale economico, ma anche ambientale, cognitivo e sociale. Nello scenario attuale di crisi – interviene Valerio de Molli, AD di The House Ambrosetti- L’occupazione in Lilly è aumentata del 10,7% a fronte di un calo di oltre il 7% del comparto manifatturiero. Quasi il 60% del personale ha un titolo di laurea, si registra una forte componente femminile nonostante il 55% dei dipendenti sia impiegato nella produzione, dove due terzi degli addetti ha meno di 45 anni”.

 “Per Eli Lilly – commenta Eric Baclet, AD e Presidente di Lilly Italia – le persone sono il patrimonio aziendale più importante. Negli anni abbiamo infatti cercato di innescare un circolo virtuoso tra lo sviluppo del nostro capitale umano e la crescita degli investimenti produttivi, perché se cresciamo noi, cresce la nostra comunità e cresce il Paese”.

L'inclusione e il rispetto delle persone

Lo dimostrano i dati relativi all'esperienza di lavoro in Lilly, dove i quattro pilastri fondamentali sono l'ascolto delle esigenze dei lavoratori, la crescita personale all'interno dell'azienda, la comunicazione per il coinvolgimento dei dipendenti, il riconoscimento dei risultati raggiunti da ciascuno; l'azienda inoltre ha istituito un Diversity and Inclusion team perché crede fortemente nella possibilità di innovazione e creatività offerta dalla diversità e dalle peculiarità di ciascuno e lavora perciò per garantire equità di accesso al lavoro e pari opportunità, declinate nel venire davvero incontro alle reali esigenze di ognuno. Per le donne, per esempio, è previsto il part-time al rientro dopo la gravidanza o un'adozione; garantisce la copertura sanitaria ai partner. Si distingue inoltre per le possibilità di lavoro offerte ai disabili, avendo firmato per prima nel 2010 una convenzione sperimentale con la Provincia di Firenze per inserire lavoratori con disabilità, ed è attenta anche all'inclusione dei dipendenti meno giovani con il Progetto Generation 5.0 che ripensa le modalità di lavoro in azienda per chi ha superato i 50 anni.

Tantissime le iniziative di welfare aziendale per assecondare i bisogni dei lavoratori: dal flextime al congedo per i papà, dalla settimana corta al lavoro da casa, dai centri estivi per i figli all'impianto sportivo, tutto è pensato per rispettare i dipendenti come persone, prima ancora che come lavoratori.

Per questi motivi la Lilly Italia è da diversi anni nella Top 10 delle migliori aziende per cui lavorare secondo il “Great Place To Work” Institute.

Non mancano, inoltre, le iniziative di responsabilità sociale, nei confronti di realtà del territorio e non solo: attraverso progetti educativi e sponsorizzazioni di esperienze come Dynamo Camp, ma anche tramite il volontariato dei dipendenti in strutture come la Caritas, l'azienda si conferma portatrice dei valori di rispetto e integrità che persegue fin dalla sua fondazione.

La scommessa sulla ricerca e il capitale economico

È di Eli Lilly la prima insulina mai commercializzata per uso umano, che risale al 1923; è stata tra le prime società a sviluppare un metodo per produrre in scala la penicillina; nel 1955 fu Eli Lilly a iniziare a produrre per prima il vaccino della poliomielite e nel 1988 proprio dai laboratori dell'azienda nacque il Prozac, primo di una nuova classe di antidepressivi destinato a cambiare la vita a milioni di persone. Sono solo alcune delle pietre miliari dell'attività di Eli Lilly, oggi più che mai impegnata nella ricerca di nuove terapie soprattutto nel campo del diabete, dell'oncologia, dell'immunoterapia, della cura delle malattie neurodegenerative e del dolore, con un investimento in ricerca e sviluppo che nel 2015 è stato pari al 24% delle risorse finanziarie.

La ricerca è solo una delle spinte al miglioramento continuo che caratterizza anche l’affiliata italiana, una delle aziende che in un periodo di estrema difficoltà economica ha saputo comunque crescere del 4% negli ultimi 5 anni, a fronte di una crescita media dell'1.4% del comparto manifatturiero. Tutto ciò rende Eli Lilly un esempio di produttività e una risorsa importante al sistema Paese: le performance economiche dell'azienda hanno generato introiti finanziari all'Italia per 158 milioni di euro in dieci anni e per ogni euro prodotto direttamente da Eli Lilly si genera un contributo indiretto al PIL del Paese pari a 1,6 euro. Con un'attenzione particolare anche al capitale ambientale e alla sostenibilità della produzione: dai pannelli fotovoltaici alla cogenerazione di energia, dagli investimenti in efficienza energetica alla riduzione dei consumi idrici, oggi il polo italiano di Lilly è amico dell'ambiente e ad esempio ha un tasso di recupero dei rifiuti del 25%, sta riducendo le emissioni di anidride carbonica e ossidi di azoto, ha risparmiato ben 30.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica all'anno grazie al fotovoltaico.

“Avere 140 anni e guardare al futuro”, commenta Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria. “La Lilly è una punta di diamante per l’Italia e per il territorio toscano. Perché investe in Ricerca e produzione, nelle Risorse Umane, crea lavoro qualificato, punta sulle donne, sviluppa modelli di welfare all’avanguardia. Insomma costruisce il futuro. Un futuro tecnologico e innovativo, tipico di un’industria 4.0. Proprio come le altre imprese del farmaco che con 30 miliardi di produzione hanno portato l’Italia al secondo posto tra i Big Ue, anche se ormai in scia della Germania. E con una nuova governance più adatta alle sfide del futuro, che favorisca innovazione e investimenti, l’industria farmaceutica può essere l’asso nella manica dell’Italia”.

 

CONTATTI:
Sara Amori
Comunicazione
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