Cefalee

L’emicrania è una patologia neurologica caratterizzata da attacchi di mal di testa, in genere unilaterale e pulsante, della durata da alcune ore a tre giorni e di intensità tale da limitare o impedire le normali attività quotidiane. Durante l’attacco, chi ne soffre presenta spesso nausea e/o vomito, fastidio per le luci e rumori e la sintomatologia può essere peggiorata da sforzi fisici1.

La fase dolorosa dell’emicrania in alcuni soggetti è preceduta dalla cosiddetta “aura emicranica”, caratterizzata da disturbi visivi, sensitivi o del linguaggio ad insorgenza graduale e che possono durare fino a un’ora1.

Gli attacchi di cefalea tendono a ed essere ricorrenti con una frequenza che può variare da alcuni sporadici episodi all’anno ad attacchi pressoché quotidiani (emicrania cronica).

L’emicrania colpisce circa il 12% della popolazione generale ed è più frequente nelle donne2. La patologia insorge tipicamente nell’età adolescenziale e giovane adulta e può perdurare anche tutta la vita.

A causa della severità e della frequente ripetizione degli attacchi, l’emicrania è seconda patologia più disabilitante al mondo, con un forte impatto sulle attività familiari, di svago e lavorative di chi ne soffre3. Nonostante questo, però manca spesso il riconoscimento di tale limitazione nella vita quotidiana per chi ne soffre.

Molti fattori contribuiscono all’insorgenza dell’emicrania, tra cui fattori genetici ed ambientali. Gli attacchi emicranici sono sostenuti da alterazioni della eccitabilità dei neuroni cerebrali con attivazione del sistema doloroso attraverso il nervo trigemino dovuto ad una “infiammazione neurogena”, mediata da diverse sostanze endogene tra cui CGRP e PACAP4.

Bibliografia

  1. https://ichd-3.org
  2. Lipton RB et al., Neurology 2007; 68: 343-349
  3. Steiner TJ et al., The Journal of Headache and Pain 2018; 19: 17
  4. Charles A, Lancet Neruology 2018; 17: 174-82.